Progettare un perimetro radar: casi tipici

Documentazione tecnica

Progettare un perimetro radar: casi tipici

Campo fotovoltaico, cantiere, sottostazione, magazzino logistico e villa: per ciascuno quale radar, quante unità, dove montarle e cosa abbinare.

Come leggere gli esempi

Gli esempi che seguono sono configurazioni di partenza, non progetti finiti. Ogni area ha la sua forma, i suoi ostacoli e i suoi punti di installazione possibili, e il numero esatto di unità si decide su una pianta o un’immagine satellitare. Le regole di base restano però le stesse in tutti i casi: si sceglie il radar dalla forma dell’area, si dimensiona sulla portata per la persona, si posizionano i pali in modo che ogni radar abbia davanti a sé un’area già coperta da un altro.

I principi dietro queste scelte sono spiegati nelle guide su come funziona un radar FMCW, geometria del campo e aggancio delle PTZ.

Campo fotovoltaico

Un campo fotovoltaico è il caso tipico del perimetro lungo, in campagna, lontano da tutto. Le recinzioni si misurano in chilometri, il terreno è aperto e le file di pannelli rendono difficile vedere a distanza con una telecamera. I furti di cavi e di moduli avvengono di notte, e l’intervento deve partire quando gli intrusi sono ancora alla recinzione.

CAMPO FOTOVOLTAICO IN PIANTApali con due radar a fascio stretto · pannelli in grigio
Un campo rettangolare: radar a fascio stretto ai vertici e a metà dei lati lunghi, puntati lungo la recinzione.

Per il perimetro la scelta naturale è il GV-RDL300: due unità schiena contro schiena per palo coprono circa seicento metri di recinzione, e ai vertici si mettono due radar puntati sui due lati. Un campo rettangolare con due chilometri di recinzione richiede indicativamente quattro o cinque pali e otto o dieci radar. Se il campo ha piazzali interni, cabine o un’area di stoccaggio, un GV-RDS600 su un palo alto copre fino a seicento metri sui veicoli e quattrocentocinquanta sulle persone.

Su ogni palo, o su quelli dei vertici, una telecamera PTZ agganciata ai radar fa la verifica. Alimentazione e rete arrivano dal quadro di campo con uno switch PoE industriale, con porte PoE+ IEEE 802.3at per il GV-RDS600; dove la distanza dal quadro supera i cento metri del cavo di rete si usa una tratta in fibra.

Cantiere

Un cantiere cambia ogni settimana: la recinzione si sposta, i mezzi cambiano posto, i materiali arrivano e se ne vanno. Serve un impianto che si monti in fretta, senza scavi, e che si possa spostare.

Un GV-RDS180 su un palo provvisorio o su una torre mobile copre un’area di centocinquanta metri sulle persone con un settore di novanta gradi, che per un cantiere di medie dimensioni spesso basta da un solo punto. Per i cantieri più grandi se ne usano due agli angoli opposti, puntati verso l’interno. La zona di esclusione copre la strada di accesso durante l’orario di lavoro e torna area protetta la sera.

Accanto al radar, una PTZ sulla stessa torre e una sirena comandata da un’uscita relè. Le stazioni mobili GVision, con palo telescopico e alimentazione autonoma, sono il supporto naturale quando sul cantiere non c’è ancora corrente.

Sottostazione elettrica

Una sottostazione è un’area compatta e completamente recintata, con apparecchiature di valore e un requisito molto rigido sui falsi allarmi: un intervento inutile in piena notte costa, e il personale reperibile deve potersi fidare di ogni chiamata.

La recinzione si protegge con il GV-RDL300 sui lati lunghi, che segue chi si avvicina, chi attraversa e chi scavalca. L’interno, se ci sono piazzali o vie di accesso ai trasformatori, si copre con un GV-RDS180 montato in alto. Il filtro delle classi lascia passare solo le persone nelle zone interne e persone e veicoli lungo la recinzione.

Le PTZ agganciate ai radar mandano al centro di controllo l’immagine di chi ha provocato l’allarme, e la verifica avviene prima di far partire qualcuno. Le uscite relè dei radar si collegano agli ingressi della centrale esistente, così il radar entra nell’impianto senza sostituire nulla.

Magazzino logistico

Un magazzino logistico ha un piazzale grande, pieno di mezzi, rimorchi e container, con un traffico continuo di giorno e la necessità di proteggere merci e mezzi di notte. Il punto alto disponibile è spesso l’edificio stesso.

Due o quattro GV-RDS180 sugli spigoli dell’edificio, puntati verso il piazzale, coprono le baie di carico e le file di rimorchi. Sui piazzali più profondi, oltre i centocinquanta metri, il GV-RDS600 arriva in fondo. Le zone di esclusione coprono le corsie di transito durante l’orario di lavoro; di notte tutto il piazzale torna zona di allarme.

Un radar da solo non sa se dietro un rimorchio c’è qualcuno: i mezzi parcheggiati fanno ombra. Per questo i radar si installano in alto e da angolazioni diverse, in modo che ogni corsia sia vista da almeno due direzioni. Le PTZ, una per lato dell’edificio, ricevono le posizioni da tutti i radar.

Villa

Una villa ha un giardino, un ingresso, spesso una piscina. Le distanze sono brevi, ma l’area è articolata e chi entra può arrivare da più lati.

Il radar adatto è il GV-RDS060: a 60 GHz separa bersagli vicini fra loro, copre un settore di centoventi gradi fino a sessanta metri, e due o tre unità agli angoli della casa coprono il giardino intero. Le zone di allarme si disegnano lungo il muro di cinta, il preallarme sul vialetto di ingresso accende le luci del giardino.

VILLA IN PIANTACASAin tratteggio il muro di cinta
Tre radar da 120 gradi: due agli angoli verso il fronte del giardino, uno sul retro.

Le telecamere possono essere PTZ o fisse: in un giardino di qualche decina di metri una buona telecamera fissa per lato, con il radar che dice quale guardare, è spesso sufficiente. Il radar si nota poco, sembra una placca chiara o scura sulla facciata, e non ha bisogno di luce per lavorare.

Dalla pianta al numero di unità

Per un perimetro lineare il conto parte dalla lunghezza della recinzione. Si divide per la portata utile sulla persona del radar scelto, si arrotonda per eccesso e si aggiungono le unità per i vertici, dove la recinzione cambia direzione. Con il fascio stretto da trecento metri, due unità per palo coprono seicento metri; un perimetro di due chilometri con quattro vertici richiede quindi indicativamente quattro o cinque pali.

Per un’area aperta si ragiona invece sui settori. Si sceglie il punto di installazione, si disegna il ventaglio con la portata sulla persona e si controlla che copra l’area fino al fondo; dove resta scoperto un angolo si aggiunge un radar da un altro punto. In entrambi i casi si lascia sovrapposizione fra i campi vicini, così ogni radar ha davanti a sé un tratto già visto da un altro e nessuna fascia resta senza copertura.

Il numero di telecamere segue da quello dei radar e dalla forma dell’area: almeno una PTZ per ogni zona che deve essere verificata a vista, posizionata in modo da vedere il bersaglio di fronte o di tre quarti e non di spalle.

CasoRadarDisposizione indicativaDa abbinare
Campo fotovoltaicoGV-RDL300, GV-RDS600Due fasci stretti per palo lungo la recinzione, lungo raggio sulle aree internePTZ sui pali, switch PoE industriale (PoE+ per il GV-RDS600), fibra sulle tratte lunghe
CantiereGV-RDS180Uno o due radar su palo o torre mobilePTZ, sirena, stazione mobile
SottostazioneGV-RDL300, GV-RDS180Fascio stretto sui lati, medio raggio all’internoPTZ, centrale esistente sui relè
Magazzino logisticoGV-RDS180, GV-RDS600Sugli spigoli dell’edificio verso il piazzalePTZ per lato, illuminatori
VillaGV-RDS060Due o tre unità agli angoli della casaTelecamere fisse o PTZ, luci del giardino

Per un progetto preciso mandateci una pianta o un’immagine satellitare dell’area e indicate i punti in cui si può installare: vi diciamo quali radar servono, quanti e dove, e con quali telecamere abbinarli. Parliamo del perimetro.

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