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Sea, oil e gas: zone classificate e ambienti severi

Qui non tutte le telecamere vanno bene, e il motivo non è la qualità dell’immagine. È che in una zona classificata un apparato deve essere certificato per atmosfere potenzialmente esplosive, non semplicemente robusto. Sono due cose che si confondono di continuo, e la differenza la si scopre in fase di collaudo.

ATEX e IECExAISI 304 e 316Classi di temperaturaIspezione fino a 500 m
ATEXIECExONVIFISO/IEC 27001ISO 9001ISO 14001

Antideflagrante non vuol dire che il gas resta fuori

È il malinteso da cui discendono quasi tutti gli errori che vediamo in campo. Una custodia certificata Ex d non impedisce alla miscela esplosiva di entrare: è progettata perché, se entra e si innesca all’interno, l’esplosione resti confinata e i giunti raffreddino i gas in uscita sotto la temperatura di innesco. Il gas entra, e deve entrare. Quello che non deve uscire è la fiamma.

Chi parte da qui sceglie bene. Chi parte dall’idea che la custodia sia una corazza sbaglia sistematicamente sei cose, e nessuna delle sei ha a che vedere con i megapixel.

Le sei cose che si sbagliano

La classe di temperatura

La superficie esterna non deve mai superare la temperatura di innesco del gas presente. Un apparato in classe T3 installato dove serve T6 è fuori norma anche se la custodia è perfetta e il certificato c’è.

Il gruppo del gas

IIA, IIB e IIC non sono livelli di qualità: sono famiglie di sostanze. Idrogeno e acetilene stanno in IIC, il più severo, e un apparato certificato IIB lì non si può usare.

Le scintille meccaniche

Non conta solo l’elettricità. Urto e attrito possono innescare, ed è il motivo per cui l’impiego delle leghe leggere ad alto tenore di alluminio è limitato. Lo stesso vale per l’accumulo elettrostatico sulle superfici non conduttive.

I pressacavi

La certificazione vale per l’insieme, non per la scatola. Un pressacavo non certificato, o certificato per un modo di protezione diverso, annulla la protezione dell’intera custodia. È l’errore di installazione più frequente in assoluto.

Aprire in campo

Aprire una custodia Ex d in zona, e a maggior ragione sotto tensione, annulla la protezione mentre la si apre. Messa a fuoco e manutenzione si fanno fuori zona, oppure con permesso di lavoro e area bonificata.

ATEX e IECEx

La prima è il regime europeo, la seconda lo schema internazionale. Non sono alternative: gli impianti che esportano o che appartengono a gruppi esteri chiedono spesso entrambe, e conviene saperlo prima di ordinare, non dopo.

La zona è una proprietà del luogo, non dell’apparato

Nessun apparato «è zona 1». La zona la stabilisce il luogo, in base a quanto spesso e per quanto tempo vi si può trovare un’atmosfera esplosiva. L’apparato dichiara per quali zone è idoneo, e i due dati vanno fatti combaciare.

LA ZONA È UNA PROPRIETÀ DEL LUOGO, NON DELL’APPARATOZona 0Presenzacontinua o perlunghi periodiZona 1Probabile in funzionamentonormaleZona 2Improbabile e di breve durataFuori zonaNessuna atmosferaesplosiva attesaLa custodia certificata Ex d contiene l’esplosione: non impedisce al gas di entrare.CLASSE DI TEMPERATURA · TEMPERATURA MASSIMA DELLA SUPERFICIET1450 °CT2300 °CT3200 °CT4135 °CT5100 °CT685 °CSi sceglie sulla temperatura di innesco del gas presente:più il gas si accende a bassa temperatura, più la classe è severa.

Schema di principio. La classificazione delle zone spetta al datore di lavoro attraverso il documento sulla protezione contro le esplosioni: noi partiamo da quella, non la sostituiamo.

E poi c’è tutto il resto, che nessuno mette a capitolato

La zona classificata è il vincolo più visibile, ma non è quello che fa morire gli impianti. Quello che li fa morire sono le condizioni ordinarie di questi siti.

SalsedineCorrosione continuaSulle piattaforme e sui siti costieri l’acciaio 304 non basta: serve 316, e vanno curate viti e staffe
Calore radianteNon solo temperaturaVicino a forni e torce conta l’irraggiamento, che scalda la custodia molto oltre l’aria intorno
VibrazioniContinue, non occasionaliCompressori e pompe allentano i serraggi: la staffa fa parte del progetto ottico
Accesso per manutenzioneRaro e costosoSe per pulire un’ottica serve un fermo impianto, la manutenzione non si farà: va previsto il lavaggio
Ispezione internaDove non si entraCondotte, serbatoi e camini si guardano con sistemi dedicati, non con telecamere adattate

Il criterio che usiamo è semplice: se una scelta rende la manutenzione più frequente, in questi siti è una scelta sbagliata anche quando è tecnicamente migliore. Un apparato eccellente che chiede un intervento in zona ogni sei mesi vale meno di uno discreto che non lo chiede mai.

Lo abbiamo applicato qui

Colata di acciaio in sivieraIndustria siderurgicaAcciaierie d’ItaliaCentinaia di telecamere per la sicurezza delle persone e degli impianti, e a supporto del percorso dello stabilimento verso la sostenibilità ambientale.
Varco del Terminal San Giorgio, porto di GenovaPorto di GenovaTerminal San GiorgioTelecamere ATEX a doppia ottica, termica e 4 megapixel, sull’area di rifornimento carburanti del terminal, con analisi a bordo per il rilevamento di fiamme e fumo.
Prova al banco di un motore, poligono di Salto di QuirraPerdasdefoguAvio: Space Propulsion Test FacilityBrandeggi ATEX certificati per atmosfere esplosive da gas e nebbie sul perimetro interno, e apparati speciali sul perimetro esterno. Il sito è un banco di prova per motori a propulsione liquida con propellenti criogenici, dentro il poligono interforze di Salto di Quirra.

Da qui si prosegue

Che zona è, e quale gas?

Mandaci l’estratto del documento sulla protezione contro le esplosioni con la classificazione delle zone e le sostanze presenti. Ti diciamo quali apparati sono idonei e quali no, con il riferimento del certificato, prima di parlare di prezzi.

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