Apparato · collegamento al cloud

GV-Cloud Bridge Pro

Il pezzo che rende raggiungibile un impianto che non ha indirizzo pubblico e non può avere porte aperte. Collega fino a otto telecamere ONVIF, quattro porte di controllo accessi e le porta su cloud, su una centrale o su un server di registrazione — con la rilevazione di persone e veicoli già a bordo.

8 telecamere ONVIF4 porte, 8 lettoriVPN su 16 apparatiPVD a bordo

Il problema che risolve

Un impianto piccolo o mobile ha quasi sempre lo stesso ostacolo: sta dietro a una connessione che non ha un indirizzo pubblico. Una stazione mobile in un cantiere, un negozio con una linea domestica, un varco isolato con una SIM. La soluzione classica — aprire porte sul router, comprare un indirizzo fisso, montare una VPN a mano — costa tempo e apre superficie di attacco.

GV-Cloud Bridge Pro capovolge il verso: è l’impianto che si collega al cloud, non il contrario. Niente porte aperte, niente indirizzo pubblico, niente configurazione sul router del cliente. Dall’altra parte arrivano GV-Cloud VMS per la visione, GV-Cloud Access Control per i varchi, oppure una centrale GV-Center V2 e un server di registrazione se l’architettura è tradizionale.

E porta a bordo la rilevazione di persone e veicoli su otto canali: gli allarmi che partono verso il cloud sono già filtrati, quindi si consuma meno banda e chi riceve non viene sommerso.

GV-Cloud Bridge ProGV-Cloud Bridge Pro, vista posteriore

Le tre cose per cui si compra

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Rende raggiungibile quello che non lo è

Fino a sedici apparati dentro una rete privata virtuale, costruita da sola. Si inquadra un codice a barre con GV-Eye e il telefono vede le telecamere: nessuna configurazione di rete, nessun intervento sul router del cliente.

VPN SU 16 APPARATI · NESSUNA PORTA APERTA

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Video e accessi sullo stesso apparato

Otto telecamere ONVIF e insieme quattro porte con otto lettori, anche attraverso un controller GeoVision. Un impianto piccolo completo passa da un apparato solo, e va in cloud tutto insieme.

8 TELECAMERE · 4 PORTE · 8 LETTORI

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Filtra prima di trasmettere

Rilevazione di persone e veicoli su otto canali direttamente qui: gli allarmi inutili non attraversano la rete. Su una connessione mobile a consumo è la differenza fra un impianto sostenibile e una bolletta.

PVD 8 CANALI · MENO FALSI ALLARMI

Da una parte il campo, dall’altra il cloud

Il collegamento parte sempre dall’impianto verso l’esterno. È la ragione per cui funziona anche dietro una SIM o una linea domestica, ed è anche la ragione per cui riduce la superficie esposta invece di aumentarla.

IN CAMPO · L’APPARATO · IL CLOUD8 telecamere ONVIF4 porte, 8 lettori8 ingressi virtuali8 altoparlanti IPGV-Cloud VMSGV-Cloud Access ControlGV-Center V2Recording ServerGV-Cloud Bridge ProVPN · PVD · SSD A BORDONessun indirizzo pubblico, nessuna porta aperta sul router: il collegamento parte dall’impianto verso il cloud.

Schema di principio. Le combinazioni effettive dipendono dai servizi cloud attivati e dalla licenza.

Cosa ci sta dietro, in numeri

Sono i limiti da mettere a capitolato, e servono anche a capire quando invece serve un apparato più grande.

Telecamere8 ONVIFGeoVision e di altre marche, purché parlino ONVIF
Rilevazione persone e veicoli8 canaliA bordo dell’apparato, non sul server
Controllo accessi4 porte, 8 lettoriAttraverso un controller GeoVision, oppure otto lettori GV-DFK1355 diretti
Rete privata virtuale16 apparatiCon GV-VPN, senza inoltro di porte
Ingressi e uscite virtuali8 e 8Per allarmi, avvio registrazione e comandi da remoto
Altoparlanti IPFino a 8Uno per canale, per la dissuasione dal vivo
Diretta streamingYouTube, TwitchPer chi deve trasmettere in pubblico invece che sorvegliare
Archiviazione localeSSD opzionaleCon il kit di montaggio dedicato: il video resta anche se la linea cade

Un avvertimento del costruttore che vale la pena ripetere, perché costa caro sbagliarlo: l’apparato accetta una sola sorgente di alimentazione, o PoE o alimentatore in continua. Collegarle entrambe insieme lo danneggia. È il tipo di errore che si fa in cantiere quando due persone lavorano sullo stesso quadro.

La connessione, che è la metà del lavoro

L’apparato risolve il verso del collegamento, ma la linea bisogna comunque averla. Su stazioni mobili, cantieri e varchi isolati la linea è quasi sempre mobile, e lì la scelta del router non è un dettaglio accessorio: è quello che decide se l’impianto resta in servizio.

Forniamo router industriali 4G e 5G con firewall integrato e conformità europea, pensati per stare in un quadro e non su una scrivania: alimentazione a tensione variabile, escursione termica da esterno, doppia SIM per il cambio automatico di operatore quando una rete cade, e regole di filtraggio che lasciano uscire solo il traffico dell’impianto.

La conformità europea qui non è una formalità. Un router che porta traffico di videosorveglianza è parte della catena di fornitura, e sotto NIS2 e Cyber Resilience Act rientra nelle cose di cui si risponde. Un apparato di importazione senza dichiarazioni, in gara, è un punto perso.

Da qui si prosegue

Che linea avete sul posto?

Dicci quante telecamere, se serve anche il controllo accessi e che connessione c’è — fibra, ADSL, SIM. Ti diciamo se basta questo apparato o se serve anche il router industriale, e ti dimensioniamo il traffico prima che diventi una bolletta.

Parliamo del collegamentoVedi le stazioni mobili

GVision Italia è GeoVision Italia: immettiamo sul mercato europeo i sistemi GeoVision e ne rispondiamo, come unica azienda italiana accreditata CVE Numbering Authority sotto ENISA Root.