GeoVision·,

GV-Tower System V3

64 canali e otto dischi estraibili a caldo, senza bisogno di un armadio rack

Il sistema da 64 canali per chi non ha un armadio rack: una torre da pavimento con otto vani disco estraibili a macchina accesa, fino a 192 TB di archivio e una serratura a chiave sul frontale. Arriva con GV-VMS installato, licenziato…

Modello GV-Tower System V3SKU GV-Tower System V3Fabbricante GVision Italia

GV-Tower System V3
  • Canali 64 GV-VMS V20
  • Formato torre da pavimento
  • Vani disco 8, estraibili a caldo
  • Archivio massimo fino a 192 TB
  • Rete 1 porta Gigabit
  • Monitor fino a 3
  • Garanzia 5 anni
  • Consegna configurato

Registro di responsabilità

Verificato da
GVision Italia
Vulnerabilità aperte
nessuna
Immesso sul mercato UE da
GVision Italia S.r.l.

Le vulnerabilità di questo prodotto sono assegnate e pubblicate da GVision Italia, unica CNA
italiana sotto ENISA Root, nei termini previsti dall’articolo 14 del Cyber Resilience Act.
Come funziona.

Dove si usa

Come si sceglie

Dove ha senso

È la macchina per chi ha bisogno di un archivio grande e di dischi sostituibili in fretta, ma non ha un armadio rack dove metterla. Stessa sostanza dei modelli da rack, altro contenitore.

01

Dove il rack non c'è

Molti impianti seri stanno in un ufficio, in un magazzino o in una portineria, non in una sala macchine. Qui la torre si appoggia a terra e finisce lì il problema.

02

Otto vani estraibili a caldo

Un disco si sostituisce dal davanti, senza aprire il telaio e senza fermare la registrazione. Su un impianto seguito da personale non specializzato è la differenza fra una chiamata e un intervento.

03

Archivio grande fin da subito

Con otto alloggiamenti si arriva a 192 TB dentro la macchina, senza unità esterne in cascata.

04

Dischi sotto chiave

Il frontale ha una serratura a chiave: i dischi non si sfilano senza. Dove la macchina non sta in un locale chiuso, è l’unica protezione fisica che conta davvero.

La piattaforma

Come è costruito

Le scelte che contano su una macchina che deve registrare senza fermarsi. Costruita in Italia. Componenti e immagini del software sono quelli indicati dalla casa madre, l’assemblaggio, il collaudo e la garanzia sono nostri, per il mercato italiano ed europeo.

ProcessoreIntel Core Ultra di ultima generazione, con unità dedicata al calcolo dei modelli di analisi.
Sistema operativoWindows IoT Enterprise a 64 bit, su unità a stato solido dedicata. Non condivide nessun disco con la registrazione.
DecodificaSu processore e su grafica integrata, con supporto H.265, H.264, MJPEG e MPEG4.
Vani discoOtto, frontali, estraibili a macchina accesa, con pannello a spie dello stato di ogni disco.
Protezione fisicaSerratura a chiave sul frontale dei dischi, con due chiavi in dotazione.
VideoTre uscite video di tipo diverso, per gestire fino a tre monitor insieme.
ReteUna porta Gigabit. Dove serve separare il segmento delle telecamere da quello degli utenti, va prevista una seconda scheda.

Capacità e allestimenti

Archivio e allestimenti

Otto vani estraibili sono il motivo per cui si sceglie questa macchina. Vanno però riempiti con criterio.

DischiSolo unità per videosorveglianza, progettate per la scrittura continua di più flussi video. Mai dischi da ufficio.
Vani discoOtto, frontali, estraibili a macchina accesa.
Archivio massimoFino a 192 TB con il telaio pieno. Non montiamo unità a registrazione sovrapposta, che offrono capacità nominali maggiori ma crollano in scrittura continua.
Modo di scritturaDischi indipendenti, come impostazione predefinita. Il guasto di un disco costa i filmati che stavano su quel disco, non l’archivio intero.
RAIDConfigurabile a richiesta. La spiegazione di cosa si scambia sta nella pagina I nostri server.
RidondanzaNon affidata al RAID ma a una seconda macchina che registra in parallelo, che protegge anche da incendio, furto e cancellazione.

Il numero che decide il progetto

Per quanti giorni si possono conservare le immagini

Il criterio lo fissa il provvedimento generale del Garante per la protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza: di regola poche ore, e comunque non oltre le ventiquattro ore successive alla ripresa. Si sale a sette giorni per esigenze particolari, come la chiusura dell’esercizio o i giorni festivi, e per alcuni settori come quello bancario.

Oltre i sette giorni si va solo in casi eccezionali che il titolare deve poter giustificare per iscritto, oppure quando esistono norme di settore o disposizioni di ordine pubblico: infrastrutture critiche, porti e aeroporti, impianti sportivi. Lì trenta giorni e oltre sono previsti da regole proprie.

Con 192 TB disponibili la tentazione di conservare più del dovuto è concreta: il limite lo mette la norma, non il disco.

Prove e rapporti

Provato prima di uscire

Le prove climatiche di laboratorio con rapporto riguardano la linea di server di registrazione GV-SRV64VMS. Questa macchina segue lo stesso ciclo di collaudo interno, che è la prova che decide se un sistema parte o no.

Sotto quali regole

Conformità e certificazioni

Le certificazioni riguardano cose diverse e vanno lette separate: alcune sono dell’azienda che costruisce, altre del software precaricato, altre della macchina.

Perché una certificazione di sicurezza delle informazioni conta su un apparato di videosorveglianza: chi gestisce un servizio essenziale deve poter dimostrare come tratta i propri fornitori, e un impianto di sicurezza fisica connesso alla rete entra in quella valutazione. Il discorso per esteso sta nella pagina NIS2 e impianti di sicurezza fisica.

ISO 9001

Sistema di gestione per la qualità di GVision Italia, certificato in Italia. Riguarda il modo in cui la macchina viene progettata, costruita, provata e tracciata.

ISO/IEC 27001

Sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni di GVision Italia, certificato in Italia. Riguarda come vengono trattati dati, accessi e vulnerabilità lungo tutta la catena di fornitura.

CVE Numbering Authority

GVision Italia è autorità di numerazione CVE accreditata sotto ENISA Root. Le vulnerabilità che riguardano i nostri prodotti le pubblichiamo noi, con un identificativo internazionale e una data.

ONVIF profili G, S, M

Il software precaricato è conforme ai tre profili che contano qui: S per il flusso video, G per la registrazione e il recupero dalle memorie, M per i metadati dell’analisi.

NDAA

Il software precaricato è conforme alla sezione 889 del National Defense Authorization Act: non impiega componenti di costruttori esclusi dagli appalti pubblici statunitensi.

CE e FCC

Conformità costruttiva della macchina.

Specifiche tecniche

Canali64 GV-VMS V20. Con le versioni precedenti del programma il limite scende a 32
FormatoTorre da pavimento
ProcessoreIntel Core Ultra di ultima generazione
Sistema operativoWindows IoT Enterprise 64 bit, su unità a stato solido dedicata
Vani discoOtto, frontali, estraibili a caldo, con pannello a spie
Archivio massimoFino a 192 TB
Protezione dischiSerratura a chiave, due chiavi in dotazione
ReteUna porta Gigabit
Uscite videoTre, per un massimo di tre monitor simultanei
DecodificaH.265, H.264, MJPEG, MPEG4 su processore e grafica
FunzioniVista dal vivo, riproduzione, registrazione, copia di sicurezza, gestione centralizzata, analisi video, correzione della distorsione per le telecamere panoramiche
Apparati di altri costruttoriSupportati, con licenza aggiuntiva
GaranziaCinque anni sul sistema
ConsegnaGV-VMS installato, licenziato e configurato: telecamere collegate, registrazione impostata, utenti creati

Cosa arriva

La macchina

Assemblata, provata e configurata sul progetto concordato.

Il software

GV-VMS V20 a 64 canali installato, licenziato e già impostato.

Due chiavi

per la serratura del frontale dei dischi, e il cavo di alimentazione.

La documentazione

Configurazione consegnata, credenziali e riferimenti per l’assistenza.

Nota sull'alimentazione elettrica

Dove la tensione di rete non è stabile va previsto uno stabilizzatore o un gruppo di continuità con regolazione della tensione. I guasti all’alimentatore causati da tensione instabile non rientrano nella garanzia, ed è la voce che vediamo tornare più spesso.

Non è un computer comune

Un computer si accende. Un sistema di registrazione non si spegne mai.

Un PC da ufficio è progettato per otto ore al giorno, cinque giorni su sette, e per fermarsi quando serve. Un registratore di sorveglianza lavora ottomilaseicento ore l’anno scrivendo senza pause su dischi che non riposano. Sono due mestieri diversi, e la differenza non sta nella scheda tecnica: sta in cosa succede al terzo anno.

01

Sette giorni in camera climatica prima di partire

Ogni sistema viene provato per una settimana in cella climatica, con accensioni e spegnimenti forzati e ripetuti. È il trattamento che fa emergere i difetti di fabbricazione: un alimentatore debole o una saldatura fredda cedono lì, in laboratorio, non in un impianto dopo sei mesi. I sistemi che non superano la prova non partono.

02

Solo dischi da sorveglianza, montati da noi

Montiamo esclusivamente dischi per videosorveglianza, progettati per la scrittura continua di più flussi video. Un disco da ufficio, usato per registrare ventiquattro ore su ventiquattro, dura una frazione del tempo e si guasta senza preavviso: è il primo risparmio che un impianto assemblato paga, e lo paga quando serve il filmato.

03

Cinque anni di garanzia

Non due, che è lo standard del settore: cinque. È la conseguenza diretta dei due punti sopra: si può garantire per cinque anni solo ciò che si è provato prima e costruito con componenti scelti. Un assemblato segue la garanzia dei singoli pezzi, ciascuno con la sua scadenza e il suo interlocutore.

04

Arriva configurato, non da configurare

Il sistema viene consegnato con GV-VMS installato, licenziato e configurato: telecamere collegate, registrazione impostata, utenti creati. Si accende e sta già registrando. Un computer assemblato arriva con Windows appena installato, e le giornate di chi lo mette in funzione non sono nel preventivo ma le paga qualcuno.

Il dimensionamento si fa su misura, non a catalogo

Quante telecamere regge, per quanti giorni conserva, quanto spazio serve: dipende dalla risoluzione, dai fotogrammi al secondo, da quanto movimento c’è nella scena e da quanti giorni deve coprire l’archivio. Non è un numero che si stampa su una scheda, è un conto che facciamo sul progetto, con i vostri dati, e da cui esce il modello giusto: a volte più piccolo di quello che pensavate.

Fissiamo mezz’ora e lo calcoliamo Oppure scrivici i dati dell’impianto

GVision Italia è GeoVision Italia: immettiamo sul mercato europeo i sistemi GeoVision e ne rispondiamo, come unica azienda italiana accreditata CVE Numbering Authority sotto ENISA Root.