Ottica e portata
Campo visivo
59° ~ 6.5°
- Lunghezza focale
- 5.1 ~ 51 mm
- Campo visivo orizzontale
- 59° ~ 6.5°
- Formato sensore
- 1/2.5″
- Zoom ottico
- 10×
- Sensore
- CMOS Aptina 1/2.5″, 5,1 megapixel
- Risoluzione
- 5 megapixel
- Compressione
- H.265, H.264
- Rapporto segnale/rumore
- oltre 50 dB
- Rotazione orizzontale
- da 0° a 180°, a 30° al secondo
- Inclinazione
- da −45° a +40°, a 25° al secondo
- Posizioni preimpostate
- 220
- Ronde programmate
- 3 gruppi, fino a 16 punti ciascuna
- Illuminazione notturna
- 4 LED infrarossi ad array e 2 illuminatori laser
- Portata infrarossi
- 100 m
- Commutazione giorno / notte
- automatica
- Flussi
- principale, secondario, MJPEG
- Rete
- RJ45 10/100 Mbit
- Protezione
- IP66
- Temperatura di esercizio
- da −40°C a +60°C in esterno
- Umidità
- fino al 90%, senza condensa
- Alimentazione
- 12 V CC, 3 A — PoE opzionale
- Protezione da sovratensioni
- transitori fino a 6000 V
- Dimensioni
- 39,6 × 19,6 × 16 cm
- Peso
- 3 kg
Termini collegati alla documentazione tecnica:
campo visivo,
criterio di Johnson,
NETD.
Caratteristiche
- Zoom ottico 10× su ottica 5,1 – 51 mm
- Sensore CMOS 1/2.5″ da 5,1 megapixel, risoluzione 5 MP
- Brandeggio orizzontale su 180° e inclinazione da −45° a +40°
- 220 posizioni preimpostate, 3 ronde programmabili fino a 16 punti
- Illuminazione mista, 4 LED infrarossi ad array e 2 illuminatori laser
- Portata di illuminazione fino a 100 m
- Compressione H.265 e H.264, tre flussi contemporanei
- Protezione IP66, esercizio da −40°C a +60°C
- Protezione contro le sovratensioni transitorie fino a 6000 V
- Alimentazione 12 V CC; PoE e audio disponibili come opzione
- Conforme ONVIF
Registro di responsabilità
- Verificato da
- GVision Italia
- Vulnerabilità aperte
- nessuna
- Immesso sul mercato UE da
- GVision Italia S.r.l.
Le vulnerabilità di questo prodotto sono assegnate e pubblicate da GVision Italia, unica CNA
italiana sotto ENISA Root, nei termini previsti dall’articolo 14 del Cyber Resilience Act.
Come funziona.
A cosa serve
GV-BLPTZ5010X è una telecamera brandeggiabile costruita nel corpo di una bullet: da fuori sembra una telecamera fissa da esterno, ma ruota, si inclina e ha uno zoom ottico 10× su un sensore da 5 megapixel. È il formato che serve quando occorre inseguire e ingrandire senza montare una speed dome — che è vistosa, richiede una staffa a soffitto o a palo dedicata e costa di più.
La distanza di ripresa è la sua ragione d’essere. L’ottica va da 5,1 a 51 mm e l’illuminazione notturna combina quattro LED infrarossi ad array con due illuminatori laser, arrivando a 100 metri di portata. Su un piazzale, un perimetro industriale o un tratto di recinzione è la differenza fra vedere che qualcosa si muove e riconoscere cosa.
Con 220 posizioni preimpostate e tre gruppi di ronda si può programmare un giro che copre da solo più punti sensibili, tornando su ciascuno a intervalli regolari: un operatore in meno da tenere davanti al monitor.
Da sapere prima di installare
- PoE e audio sono opzionali, non di serie: vanno richiesti in fase d’ordine. Senza PoE serve alimentazione a 12 V CC con 3 A disponibili sul posto, che su un palo lontano dal quadro significa prevedere una linea dedicata.
- Non ha ingressi di allarme: se l’impianto deve reagire a contatti esterni serve un modulo di ingressi e uscite separato, per esempio un GV-I/O Box.
- Con 3 kg di peso e 40 cm di lunghezza la staffa va dimensionata di conseguenza: il brandeggio in movimento genera vibrazioni che un supporto sottodimensionato trasmette all’immagine.
- La temperatura minima dichiarata per l’uso interno parte da 0°C, quella per l’esterno da −40°C.
Il firmware, prima della consegna
Il firmware di fabbrica prevede fra i protocolli attivi UPnP e P2P, cioè i meccanismi che permettono all’apparato di rendersi raggiungibile dall’esterno aprendo da solo la strada attraverso il router. Su una telecamera che sorveglia un perimetro industriale o un’area pubblica non sempre è quello che il committente vuole.
GVision Italia interviene sul firmware prima della consegna: dove richiesto quei servizi vengono disattivati, e l’apparato resta raggiungibile solo per le vie che l’impianto ha previsto. È il tipo di intervento che ci qualifica come fabbricante terminale e non come rivenditore, ed è anche la ragione per cui, se un giorno emerge una vulnerabilità, l’identificativo pubblico lo assegniamo noi come CVE Numbering Authority sotto ENISA Root.

